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martedì 7 ottobre 2014

Storia di un inizio...

È arrivato anche il suo momento. 

Torno a casa stasera e lei; lei che mi ha sempre guardato adorante, che dorme solo con me, che mi cerca ancora cosi tanto anche fisicamente, che ha sempre avuto sorrisi per me, mai rabbia, con cui c'è sempre stato un sentimento quasi simbiotico, lei mi dice: "tu no! Tu vai via!"

Poi corre e mi stringe le gambe e poi di nuovo mi picchia arrabbiata e mi guarda male e mi accompagna alla porta di casa per farmi andare via. 
E poi piange. 

Si scioglie la rabbia e si lascia coccolare. E non si stacca più. 
Ed io devo rimanere ferma, essere mamma, essere la roccia salda quando vorrei solo sciogliermi con lei. 


Ma c'è anche lui, che corre e mi abbraccia e mi racconta i litigi, i giochi, le cose belle fatte all'asilo...

Ora dormono. Lei crollata con il viso stretto al mio, girando i miei capelli tra le sue dita. Lui raccontandomi la sua giornata. 
Ancora. Ancora e ancora...


Tiziana

lunedì 24 marzo 2014

Giocando tra le emozioni.


La Primavera sboccia con Palaver!

Al via nuove iniziative:


DAL 28 MARZO 2014

Laboratorio di giochi psicomotori 
per i bambini tra i 3 e i 7 anni

Per agevolare uno sviluppo armonioso del bambino
sia a livello fisico che psicologico.

Per stimolare la socializzazione.
Per accompagnare nell'acquisizione di regole (presenti anche nella vita quotidiana).

Per aumentare e stimolare la conoscenza di sè, 
l'autonomia e la consapevolezza del proprio corpo.



Il laboratorio sarà così organizzato:
10 incontri di cui 2 individuali della durata di 50 minuti l'uno, condotti da tecnici di psicomotricità educativa-preventiva.
Per ogni corso è previsto un numero massimo di 8 bambini.
E' possibile concordare un incontro gratuito di presentazione e prova.
Il costo di ogni incontro è di 12 euro ed è aperto a tutte le socie.

Gli incontri si terranno il venerdì dalle 16,00 alle 17,00
 presso i locali dell'Unitre di Settimo Torinese in via Buonarroti 8/c.

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni contattare Daniela: 347 5322403

venerdì 31 gennaio 2014

Il mio bambino perfetto

Mi affaccio alla porta della classe. Lo vedo seduto, in mezzo agli altri bambini con il suo bel grembiulino mentre attende il mio arrivo con ansia. Mi vede, mi sorride. Mi corre incontro. Tutto sembra perfetto quando… una voce: “ Non si comporta molto bene…”
Chi? Il mio bambino perfetto? Lui??? Mi guardo intorno per vedere se quella voce è diretta proprio verso di noi. Ci osserva.
“Continua anche a picchiare gli altri bambini e non ascolta…”

Lo guardo. Il suo sguardo colpevole mi fa capire che quelle parole sono vere e che sì… sono proprio dirette a noi.
Io lo guardo. Lui abbassa lo sguardo come a dire: “Sì, lo so mamma…”
Poi la voce aggiunge: “Ma lui è un bambino bravissimo, dolcissimo… solo si vede che è tanto arrabbiato”
Ora la distruzione è completa.
Ma come? Io, mamma, insegnante, che cerco sempre di vedere e fare il meglio per il mio bambino, che passo le notti su internet a cercare soluzioni a qualsiasi cosa possa accadere, che cerco di occuparmi di loro in tutto per tutto, proprio a me accade questo? Il MIO MERAVIGLIOSO BAMBINO??? Proprio lui??

Finisco di parlare con la voce, lo vesto e usciamo….camminiamo per mano, verso la macchina. Entrambi silenziosi. Lui combatte con i suoi sensi di colpa ed io con i miei. Dove avrò sbagliato? Ho sbagliato? Non è possibile che proprio mio figlio si comporti così. E poi lo guardo.
Questa volta però faccio lo sforzo di non lasciarmi coinvolgere dai miei sensi di colpa e provo a guardarlo per intero. E’ arrabbiato, lo so. E’ arrabbiato con mamma per una sorellina arrivata quando lui proprio non voleva. E’arrabbiato con lei per le attenzioni che inevitabilmente ha portato via. E’arrabbiato perché questo asilo, seppur lui adori andarci, proprio non lo digerisce. Ma se ci sono i nonni che senso ha andarci?

Rifletto. Perché non mio figlio? Perché dev’essere proprio tutto così come io nella mia testa avevo programmato? E perché ancora, non posso accettare che lui abbia il suo carattere, i suoi pregi ed i suoi difetti come tutti?
Ed ecco che la nebbia si dissolve. Lo carico sul seggiolino. Lui mi guarda e mi dice: “Mamma sei arrabbiata?” Io lo guardo e gli dico che no, non sono arrabbiata. Che non mi piacciono certi comportamenti ma che mi piacerebbe capire insieme a lui perché è arrabbiato. Lui mi guarda più sereno. Mi chiede scusa. Salgo in macchina felice di me e dei miei pensieri, convinta che adesso tutto sarà diverso e meraviglioso. 



Appena entrati in casa mi dice: "Dov’è B.?" Lo guardo e penso che ecco… sta per esprimere il suo amore per la sorellina. La vede. Le sorride. La spinge.
Ci risiamo.

Vita da mamme.

   Tiziana